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Archivio per la tag 'leggende metropolitane'

“Alcune ragazze erano andate a dormire in casa di un’amica durante un’assenza dei suoi genitori. Dopo avere spento le luci, cominciarono a parlare della recente sepoltura di un vecchio nel cimitero poco lontano. Si diceva che l’uomo fosse stato sepolto vivo e che qualcuno lo avesse sentito raspare nel tentativo di uscire. Una ragazza rise della storia, così le altre la sfidarono a uscire e andare sulla tomba di quell’uomo. Per provare di essere davvero andata, avrebbe dovuto piantare un paletto nella terra sopra la tomba. Mandarono così fuori l’amica e spensero le luci, aspettandosi di rivederla pochi minuti dopo. Ma trascorse un’ora e, poi un’altra, senza che ci fosse alcun segno della ragazza. Le altre restarono sveglie, sempre più terrorizzate a mano a mano che passava il tempo. Giunse il mattino, e la loro amica ancora non era tornata. Più tardi, i genitori arrivarono a casa, e tutti insieme andarono al cimitero. Trovarono la ragazza stesa sulla tomba – morta. Quando si era chinata per piantare il paletto di legno nel terreno, lo aveva inavvertitamente conficcato anche nell’orlo della sua gonna. Quando aveva cercato di rialzarsi in piedi, e non ci era riuscita, aveva pensato che il morto l’avesse afferrata – ed era morta all’istante di paura”.

Variazioni sul tema di base di questa leggenda si registrano sin dal Medioevo in Europa e da lì sono migrate in gran parte del mondo. È una di quelle storie a cui nessuno crede davvero – è mai possibile che qualcuno muoia di paura? Ma la storia nonostante tutto continua a circolare. In alcune versioni, un soldato scommette che trascorrerà una notte intera al cimitero ma muore di paura dopo aver trafitto con la spada il suo lungo mantello. In altre, un ubriaco fa passare la lama del proprio coltello attraverso l’orlo del cappotto.

cane La Leggenda del Lunedi   Cane nel Microonde!

La leggenda del cane nel forno a microonde, è in effetti una leggenda dalla tonalità macabra (sempre di morte si parla), ma tutto sommato è una storia divertente, raccontata quasi come barzelletta, e si inserisce in un filone di altre leggende che hanno tutte un tratto in comune, ovvero l’esplosione di animali.

La storia riguarda un’anziana signora cui viene regalato un forno a microonde: la donna decide di lavare il suo cane e per asciugarlo, lo mette nel forno.

Storie come queste nascono come incomprensioni rispetto alle nuove tecnologie. Ecco quindi l’accostamento tra una signora anziana e un forno a microonde nuovo, moderno. Secondo lo stereotipo della persona anziana, questa non riesce a comprendere e ad adattarsi alle nuove tecnologie. È da questa idea di fondo che nascono leggende di questo tipo.

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Era una festa di matrimonio con oltre 300 invitati.
Dopo il “si”, al ristorante, lo sposo novello si alza e si dirige verso il palco della Band, ringrazia e prega di brindare alla sua salute e a quella della sposa. Ringrazia gli invitati che sono venuti da molto lontano, ringrazia il suocero che ha organizzato e finanziato lo spettacolare matrimonio.
Ringrazia inoltre tutti gli inviati per i bellissimi e sontuosi regali e li prega di aprire la busta che lui stesso ha precedentemente attaccato sotto la sedia di ognuno di loro.
Gli invitati restano curiosi e stupiti dell’originale sorpresa.
Lo sposo guarda le facce degli invitati, poi si gira verso il suo testimone e verso la sposa novella ed esclama:
“Divertitevi alla festa!!”
Dentro la busta c’erano 2 foto (Formato 20 x 30) del suo testimone a letto con la sua futura moglie.
Lo sposo aveva già capito che c’era qualcosa che non andava e aveva assunto, a tal proposito, un detective.
Il matrimonio é stato annullato dopo 2 giorni.
Molti avrebbero fatto saltare il matrimonio. Lui no.

La sua vendetta:
- I genitori della moglie pagarono per la festa di matrimonio circa 32.000 Euro
- Svergognò la moglie davanti a tutti
- Rovinò la reputazione del suo testimone e della mogliettina, definitivamente!

E’ naturalmente una storia molto fantasiosa: non c’è alcun nome la cui identità vada provata, nemmeno un luogo di riferimento o una data. E’ solo un sistema per diffondere fotografie pornografiche, il cui formato viene specificato e che naturalmente erano allegate all’email originale ricevuta (e che mi sono astenuta dall’allegare!). Faccio presente che la stessa email è in voga anche in Toscana, e le foto allegate sono differenti!


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“Una bambina era solita andare a letto con il suo cane a fianco, tranquillizzata dal fatto che questo gli leccava la mano fino a farla addormentare. Una sera i genitori della bambina hanno un impegno, e non riescono a trovare una baby-sitter per prendersi cura della bimba. Questa rassicura i genitori, dicendo che per quella sera ci avrebbe pensato il suo fedele amico a proteggerla. I genitori partono così tranquilli per la serata.Giunta l’ora di andare a letto, la bambina si mette sotto le coperte, porgendo la mano verso il suo cane. E così si addormenta. Improvvisamente, nel cuore della notte si sveglia, infastidita da un gocciolio proveniente dal bagno. Impaurita porge la mano al suo cane. La bambina si sente ora più tranquilla perché sente che il suo fedele è lì con lei, che gli lecca la mano. Si addormenta di nuovo. La mattina dopo una tragica sorpresa la attendeva. Entrata in bagno vede il cane impiccato sulla doccia, che gocciola sangue. Sullo specchio una scritta terrificante: “anche gli uomini sanno leccare”.

Il messaggio di fondo della leggenda tipica riguarda più un monito verso ai genitori di vigilare sui loro figli, e non si discosta più di tanto dalle antiche tradizioni sui mostri che imperversano sul sonno dei piccoli. Un elemento da sottolineare è la figura dello specchio, che assume anche qui (come in Aids Mary) la funzione di spiegare la storia. La storia si capisce soltanto al momento della frase sullo specchio, che segna il punto di svolta e il colpo di scena finale.
“La mano leccata circola negli Stati Uniti da almeno vent’anni. E le giovani donne che raccontano la storia non hanno mai bisogno di spiegare che l’assassino doveva essere nascosto sotto il letto e leccare la mano della ragazzina. Il motivo finale della scritta sul muro rende chiarissimo questo macabro particolare.

La sinistra apparizione di un messaggio scritto su una parete è del resto alla base di un antico proverbio circa qualcuno che sia in grado di “leggere la scritta sul muro”. Il proverbio naturalmente allude al brano biblico (Daniele, 5:5) nel quale, durante il festino di Belshazzar, una mano d’uomo traccia strane parole sull’intonaco del muro del palazzo reale. Quando il profeta ebreo Daniele, in cattività a Babilonia, viene interpellato per interpretare la criptica scritta, parte della sua traduzione è: “Sarai pesato su una bilancia, e il tuo peso sarà giudicato insufficiente”.
Questo concetto potrebbe essere applicato anche ai personaggi di questa leggenda urbana. Se solo non avesse dato per scontato che era il cane a leccarle la mano! Se solo avesse acceso la luce! Forse le conclusioni sarebbero state le stesse, ma se i protagonisti fossero stati pesati e trovati sufficienti, le vittime di queste storie avrebbero avuto almeno una possibilità in più.

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scout2 La Leggenda del Lunedi   Venditrice di Biscotti

Da sempre durante dei campi Scout, si sente all’interno di qualche tenda qualcuno che racconta questa storia, ovviamente giurando di averla sentita a sua volta da qualuno che conosceva benissimo i fatti e che aveva l’aveva vissuta in prima persona.

“Qualche anno fa, durante un campeggio Scout, una bambina si presentava ogni giorno presso i ragazzi. Era tutta vestita di bianco, bionda e dal sorriso angelico, e candidamente chiedeva dei biscotti da mangiare. Era ormai diventata un’amica per i giovani, che oramai la aspettavano con un malcelato sorriso derivato dall’insolita situazione. Addirittura mettevano da parte i biscotti da darle, e spesso si intrattenevano a parlare con lei, nonostante la sua timidezza la facesse apparire un po’ silenziosa.
Dopo una settimana i capi scout andarono al paese più vicino per fare rifornimento di cibo. Entrarono nel supermercato, fecero spesa e al momento di pagare si accorsero che dietro al bancone era appesa la foto della bambina dei biscotti.
Incuriositi chiesero al negoziante indicando la foto: “E’ sua figlia? Viene sempre da noi a mangiare biscotti!”. Il negoziante diventò pallido in volto e rispose: “Non è possibile… mia figlia è morta sette anni fa!”

La leggenda prende chiaramente spunto, se non da costituire quasi una variante della più nota leggenda dell’autostoppista fantasma. Anche qui abbiamo una vittima innocente, stavolta addirittura una bambina, vestita di bianco, simbolo di purezza ma anche il colore tradizionale dei fantasmi.
Anche qui la scoperta avviene per caso e soprattutto tramite una foto. Ancora i genitori ad annunciare la morte della propria figlia. Cosa c’è di più triste di un genitore a cui è morta la propria figlia?

Ecco una variante segnalataci da Prisca:
“La leggenda narra di un gruppetto di scouts (una squadriglia, un gruppo di circa 5 ragazzi sui 15 anni) che, persosi in un bosco, viene aiutato a ritrovare la strada da un’altro gruppetto, incontrato sul luogo.
Solo più tardi i ragazzi scoprono che il gruppo che li ha aiutati era in realtà composto di ragazzi che lì avevano perso la vita, senza mai riuscire ad andarsene (o cadendo in un burrone)”.

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